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Calcio|24 aprile 2012 10:33

Conte:”Chi vince fa la storia, chi arriva secondo no”

Antonio Conte, dopo la schiacciante vittoria della sua Juventus contro la Roma è più determinato che mai. Il tecnico bianconero ha chiesto ai suoi ragazzi 5 vittorie per poter scrivere la storia:”Rimaniamo coi piedi per terra, bisogna festeggiare solo quando si ha qualcosa in mano. Chi vince scrive la storia, chi arriva secondo no, questo per noi deve essere uno stimolo feroce. La paura per noi non deve esistere. Se avessi qualche timore manderei messaggi negativi ai miei calciatori. Dobbiamo essere bravi a gestire le situazioni positive e negative che arrivano dall’esterno. E’ bello essere a +3, ci siamo guadagnati il bonus di una partita di distacco dal Milan, ora mancano 5 finali. Oggi si celebra la Juve, ma se tutti questi elogi cambiassero il nostro atteggiamento di una virgola vorrebbe dire che non siamo pronti e non abbiamo capito quello che possiamo fare. Niente passi indietro: sono sereno perchè i miei ragazzi mi hanno sempre stupito in positivo. Abbiamo superato prove straordinarie: da -7 a +3 in classifica, dimostrando maturità e personalità. Ora non abbiamo nulla da perdere, chiudiamo la stagione senza rimpianti. La squadra è in crescita continua, non abbiamo mai perso contro le grandi. Dopo aver acquistato convinzione e autostima ho alzato l’asticella. Abbiamo puntato molto sul possesso palla, è cambiato il modo di difendere per esaltare le caratteritiche dei miei difensori. Quaglia è squalificato, spiace perchè è in un ottimo momento di forma. Posso comunque contare su attaccanti super affidabili. Se punterò sul turnover? Faccio le mie scelte per vincere. I miei ragazzi stanno tutti bene, andrà in campo chi mi darà maggiori garanzie. Se questa è una stagione irripetibile? Non conosciamo il nostro futuro, pensiamo al presente. E’ un’annata straordinaria, al di là delle migliori previsioni. Ma vogliamo sempre migliorarci, ora abbiamo la possibilità di fare qualcosa di incredibile. Per tornare nel gotha del calcio italiano e europeo. I record? I numeri sono importanti, mi rende orgoglioso essere accostato a allenatori come Bernardini, Capello, Lippi. Ma solo i record che portano a una vittoria rimangono nella storia, se no fanno piacere e nulla più”.

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