Anche il governo di Praga interrompe il processo di ratificazione del trattato. Eccessivi i rischi per le libertà dei netizen. Avviata un’indagine interna
Roma – Dopo il congelamento deciso dalle autorità polacche, il premier ceco Petr Necas ha ufficializzato lo stop al processo interno di ratificazione del trattato globale anti-contraffazione noto come Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). La Repubblica Ceca era tra i governi europei presenti a Tokyo per le firme sul testo dell’accordo internazionale.
Le motivazioni sono le stesse della Polonia: ACTA rischierebbe di limitare i diritti fondamentali dei netizen cechi, in particolare quelli legati al libero accesso alle informazioni sul Web. Anche il governo di Praga avvierà un’indagine per verificare “l’impatto del trattato anti-contraffazione sul mondo reale”. (M.V.)
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