MARIGLIANO- Su una denuncia di alcuni cittadini, Luca Abete di Striscia la Notizia è intervenuto ieri pomeriggio sul secondo alveo in via Nuova del Bosco, per denunciare un vero e proprio cimitero di cani . L’irriverente cronista di Canale 5 ha poi allertato i vigili urbani di Marigliano. Una pattuglia della polizia municipale agli ordini del comandante Giuseppe Caliendo prontamente è intervenuta sul luogo, scoprendo oltre sessanta cani, alcuni chiusi in sacchetti di plastica, abbandonati senza pietà.
Raggelati dall’orribile vista, i vigili hanno subito avvisato il magistrato di turno, la dottoressa Valvo, che ha dato le disposizioni del caso. Intanto sono stati allertati, sempre dai vigili urbani, i responsabili dell’Ufficio Veterinario dell’AslNa3 di Largo Santo Stefano, il dott. Masecchia e il dott. Cirino, e i vigili del fuoco, che sono subito intervenuti.
Il recupero delle carcasse dei poveri animali è stato lungo e alquanto laborioso. E solo grazie al grande spirito di sacrificio dei due veterinari e all’aiuto dei vigili del fuoco è stato possibile recuperare gli oltre 60 cani, alcuni chiusi in buste di plastica sigillate e in putrefazione, dal fondo dell’alveo.
Si è fatta largo l’idea che i cani siano stati illegalmente smaltiti in più fasi: qualcuno azzarda da qualche anno a questa parte . In alcuni, che pare siano stati smaltiti da appena qualche giorno, si notavano le ferite causate dall’asportazione del cip. È stata interessata dai sanitari una ditta specializzata per la rimozione di carcasse di animali di Ottaviano.
Le operazioni sono terminate in tarda serata alle ore 21:00 circa. Per trasportare le povere bestie ci sono voluti due autocarri. I poveri resti sono stati portati nella sede della società Cooperativa Dog Park di Ottaviano e posti nelle celle frigorifere a disposizione delle autorità sanitarie e giudiziarie.
Lunedì mattina L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente presenterà un esposto alla procura della repubblica di Napoli in merito al ritrovamento delle carcasse di 60 cani avvenuti ieri nel lago di Frezza a Marigliano in provincia di Napoli ai quali sono stati tolti i microchip per non poter risalire ai proprietari degli animali uccisi.
Diverse le ipotesi che possono stare dietro questo vero e proprio cimitero dei cani gettati in fondo al lagno Frezza. Potrebbe trattarsi semplicemente di un caso di smaltimento illegale protratto nel tempo di cani soppressi “legalmente” e poi gettati nel lago per intascarsi i soldi che i proprietari hanno versato per la loro cremazione.
Ma visto che negli anni scorsi nel napoletano si era parlato di un vero e proprio rito usato dalla camorra per testare il coraggio dei nuovi affiliati i quali venivano sottoposti ad una prova che prevedeva l’uccisione e lo sgozzamento dei cani, quello scoperto a Marigliano potrebbe anche essere il cimitero dove sono stati buttati i cani sgozzati dagli affiliati alla camorra.
Infine il fatto che sia stato asportato il microchip potrebbe essere anche sinonimo di traffico internazionale di animali: cani mandati all’estero ai quali vengono applicati microchip di cani rapiti ed ammazzati proprio con lo scopo di recuperare il microchip.
AIDAA nel suo esposto chiederà alla procura di Napoli di indirizzare le indagini in queste tre direzioni, in quanto sono molte le segnalazioni di cani che dal sud ed in particolare dalla Campania partono per l’estero e non è escluso che all’ombra dei viaggi regolari di cani da far adottare in Germania possano esservi traffici di animali destinati alla vivisezione o destinati al mercato delle razze di lusso che partono dall’Italia del sud verso il nord Italia o il nord Europa dotati di microchip falsi che in realtà appartengono ai cani ritrovati uccisi.

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